Robertino
Robertino, nome d’arte di Roberto Loreti (Roma, 22 ottobre 1946).
Quarto di otto figli, dopo la scuola elementare è costretto dalla situazione familiare a cercarsi un lavoro, ed inizia a fare il garzone in una pasticceria; nel frattempo, scopertasi una voce molto limpida ed intonata, inizia a cantare in un coro rionale e, contemporaneamente, a fare la comparsa in alcuni film, fra i quali Il ritorno di don Camillo.
Diventato capocorista, si esibisce nell’opera lirica Assassinio nella cattedrale di Ildebrando Pizzetti; ottiene poi una scrittura al Caffè Grand’Italia in piazza della Repubblica a Roma, dove una sera lo ascolta il regista della televisione danese Volmer Sorensen, che decide di scritturarlo.
Robertino ha solo quattordici anni, per cui vola a Copenaghen accompagnato dal padre, e in Danimarca recita in un film ed incide i suoi primi due 45 giri, che ottengono molto successo anche in altre nazioni del nord Europa.
Il suo stile melodico, che nelle serate riprende molte celebri canzoni italiane come Violino tzigano, Mamma o Arrivederci Roma, incarna quello che gli stranieri in quegli anni identificano con la musica italiana; nel 1962 quindi inizia un tour negli Stati Uniti (dove alla fine dell’anno precedente è anche stato pubblicato un suo 33 giri), che riscuote molto successo e lo porta ad esibirsi anche alla Carnegie Hall di New York.
La notizia di tutti questi trionfi internazionali arriva anche in Italia, e nel 1963 inizia ad incidere per l’etichetta Carosello.
Nel 1964, a neanche 18 anni, partecipa al Festival di Sanremo con la canzone Un bacio piccolissimo, che arriva in finale e diventa in breve tempo uno dei singoli più venduti dell’anno, restando al primo posto della hit parade per diverse settimane.

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