Renato Dulbecco
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Renato Dulbecco (Catanzaro, 22 febbraio 1914 – La Jolla, 20 febbraio 2012).

Nel 1930, si iscrive alla Facoltà di Medicina dell’Università di Torino, laureandosi nel 1936 discutendo con Giuseppe Levi una tesi di Anatomia patologica. Alla fine della Seconda guerra mondiale, di ritorno dalla campagna di Russia, diviene assistente di Levi ad Anatomia Patologica, ma nello stesso tempo compie studi di Fisiologia, e si iscrive alla Facoltà di Fisica, che frequenta dal 1945 al 1947. Nel 1947 lascia l’Italia per gli Stati Uniti chiamato da Salvatore Luria all’Università di Bloomigton, nell’Indiana. Qui Dulbecco studia nei “fagi”, virus batteriofagi, i meccanismi cellulari che riparano il DNA, quando è danneggiato da radiazioni. Viene chiamato al California Institut of Technology, dove diventa Professore ordinario.

Nel 1955 riesce ad isolare il primo mutante del virus della poliomelite, che servirà a Sabin per la preparazione del vaccino e nel 1960 incomincia ad interessarsi della ricerca oncologica.

Nel 1972 Dulbecco si trasferisce dagli Stati Uniti a Londra, allo Imperial Cancer Research Fund, dove continua gli studi di oncologia. Per questi studi nel 1975 gli viene conferito il Premio Nobel, insieme con David Baltimore e Howard Temin. Ritorna poi negli Stati Uniti, al Salk Institute di La Jolla, in California.

È del 1986 la proposta fatta da Dulbecco (allargata poi a tutto il mondo come progetto di collaborazione internazionale) di costruire la mappa del genoma umano. Attualmente Dulbecco è rientrato in Italia e lavora nel CNR di Segrate alla parte italiana del Progetto Genoma.

Eppure la sua fama in Italia si è accresciuta a dismisura non per un evento legato alla sua professione, ma per avere accettato di affiancare nel 2000 Fabio Fazio come co-conduttore nella manifestazione canora più famosa d’Italia: il 49° Festival di Sanremo.

Il prof. Dulbecco, senza superare mai la misura, ha avuto modo nelle cinque serate sanremesi di mettere in luce le sue straordinarie doti di uomo ricco di umanità e di saggezza, non disgiunte da una capacità eccezionale di autoironia, che gli ha consentito di non essere vittima del senso del ridicolo. Ha raccolto grande simpatia la sua decisione di devolvere il compenso offertogli dalla RAI per la sua presenza a Sanremo a favore di Telethon, da devolvere a giovani ricercatori impegnati sul fronte della lotta contro il cancro.

Muore nel 2012 a La Jol all’età di 97 anni colpito da infarto due giorni prima del suo 98º compleanno.

Partecipazioni al festival

2000

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