Dik Dik
Dopo aver pubblicato Help me e, nel 1975, Volando (una bella cover di “Sailing” di Rod Stewart), il gruppo vive un periodo di appannamento e declino – quantomeno sul lato discografico – dovuto in parte al cambiamento dei gusti del pubblico, in parte a scelte discografiche un po’ azzardate e poco coerenti con il resto della produzione Dik Dik: si pensi a I’te vurria vasà (Eduardo Di Capua) del 1976.
Dopo qualche singolo di successo come Laser vivente (1980) e Giornale di bordo (1982) arriva nel 1982 lo scioglimento informale del gruppo. In realtà, questo scioglimento informale non verrà mai reso concreto poiché il terzetto originale (Pietruccio-Pepe-Lallo) continuerà la propria carriera.
Nel 1983 esce il singolo “L’amico mio/Compagnia” dove il gruppo è ormai ridotto al terzetto originale, un anno dopo è la volta di un rifacimento reggae di Senza Luce pubblicato nel singolo “Senza Luce…reggae/Alza la vela (al vento)”. Nel 1985 parteciperanno al progetto “Musicaitalia per l’Etiopia” incidendo con altri artisti Nel blu dipinto di blu (Volare).
Nel 1986 tornano alla ribalta Nunzio Favia e Roberto Carlotto formando il gruppo Carlotto e Cucciolo già Dik Dik, dopo diversi anni e centinaia di concerti i due decidono anche di suonare da soli con le loro rispettive band la musica dei dik dik , con l’appellativo Già DIK DIK visto l’esito di una causa legale sfociata tra i due gruppi. I due gruppi sono stati in causa per anni per l’utilizzo del marchio Dik Dik, la causa si è chiusa nel 2006 con il marchio originale assegnato a Pietruccio, Pepe e Lallo ed il marchio “già Dik Dik” assegnato ai due ex membri del gruppo originale Carlotto e Cucciolo.
Dalla seconda metà degli anni ottanta, il terzetto originale è affiancato da vari musicisti di spalla che varieranno negli anni e, tra fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta con l’apprezzamento del pubblico riscontrato in “trasmissioni-amarcord” come Una rotonda sul mare, torneranno al successo che li porterà nel 1993 a calcare nuovamente il palco del Festival di Sanremo insieme ai Camaleonti, altro gruppo storico degli anni sessanta e settanta, e a Maurizio Vandelli, ex-voce degli Equipe 84, con la canzone Come passa il tempo, che pur venendo esclusa dalla finale avrà un buon esito commerciale.
Da allora i Dik Dik hanno continuato ad apparire in trasmissioni televisive, fare concerti in giro per l’Italia e pubblicare nuovi lavori di buon successo. Dal 1988 alle tastiere è tornato lo storico Joe Vescovi fino alla fine degli anni novanta; dopo una pausa di alcuni anni Joe Vescovi è rientrato nel gruppo all’inizio del 2007.
Dal 1997 hanno su internet un sito ufficiale che aggiorna costantemente i fan sui loro progetti musicali.

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