Marisa Sacchetto
Marisa Sacchetto (Piove di Sacco (PD), 5 ottobre 1952).
Nel 1970 vince il Festival di Castrocaro, dove viene notata da Giacomo Mazzini, padre di Mina, che le offre un contratto con la PDU, etichetta fondata tre anni prima dalla cantante cremonese e dal padre, appunto.
Il primo 45 giri, Sono già le sei, è una cover di Mean Mistreater dei Grand Funk Railroad.
Nel 1971 partecipa ad Un disco per l’estate con Tredici ragioni, che ottiene un discreta notorietà. Segue un altro singolo (Innamorata di te), presentato alla Mostra Internazionale di Musica Leggera di Venezia, e nel 1972 la sua unica partecipazione al Festival di Sanremo con La foresta selvaggia (scritta da Paolo Limiti): la critica la accusa di ricalcare eccessivamente lo stile di Rosanna Fratello, e il brano non riscuote molto successo.
Nell’estate del 1972 registra una puntata di Senza Rete, dove canta anche il suo nuovo 45 giri, Il mio amore per Mario: il brano conquista parecchie simpatie da parte del pubblico, pur non trattandosi di un vero successo commerciale. Il mio amore per Mario è anche il brano d’apertura del suo primo album (Primo incontro, edito sempre nel ‘ 72 dalla PDU).
Partecipa a Canzonissima (edizione 1972-73), dove arriva in semifinale con E la domenica lui mi porta via scritta da Alberto Testa su musica di Gualtiero Malgoni.
Nel 1973 è di nuovo in gara ad Un disco per l’estate con La città e registra una seconda puntata di Senza Rete, dov’è protagonista assieme a Mino Reitano. In autunno pubblica Meravigliosa malattia, che diventa un altro discreto successo, anticipando l’uscita del secondo suo album (Un papavero tra le rotaie). Nello stesso anno incide Ho paura ma non importa di Alberto Testa, Virca, Gualtiero Malgoni.
Nel 1974 lascia la PDU per approdare alla Philips con due 45 giri in cui riprende brani come Tango delle rose, Nilo blu, o Abat-jour (nel 1975), seguendo la scia di Gigliola Cinquetti e Rosanna Fratello, che in quello stesso periodo riproponevano vecchi canti di vario genere. Ma Marisa Sacchetto passa totalmente inosservata.

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